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Femmina
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La mwcwfemmina è uno dei due mwdasessi, insieme al mwdqmaschio, nelle specie che utilizzano la mwdgriproduzione sessuata mwdwdioica o mweapartenogenetica. La femmina produce solo mweqgameti mwegfemminili.cite-ref-treccani-1-0[1]
L'etimologia del termine potrebbe derivare dalla radice mwgalatina di mwgqfecundus, cioè «fruttifera».cite-ref-femmina-2-0[2] Convenzionalmente viene indicata con il mwhgsimbolo di Venere ♀. mwhwJoseph Justus Scaliger propose un'interpretazione fantasiosa sull'origine del simbolo, secondo la quale sarebbe la rappresentazione stilizzata della mano della dea mwiaVenere che sorregge uno mwiqspecchio. In realtà la maggior parte degli studiosi conviene sull'origine dalla lettera greca mwigphi.cite-ref-3[3]
Contents
• Note
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Morfologia
Dal punto di vista morfologico la femmina si distingue per essere predisposta a ricevere la deposizione dei mwkggameti maschili, e a produrre le mwkwcellule uovo che da questi verranno fencondate.cite-ref-4[4] Le parti anatomiche destinate a questo scopo sono chiamate mwmaapparato riproduttivo.
Nella mwmgdonna e in molti mwmwanimali le caratteristiche femminili denotano non solo l'mwnaapparato genitale ma anche i cosiddetti mwnqcaratteri sessuali secondari, che riguardano l'mwngaspetto somatico, mwnwfisiologico, e mwoapsichico.cite-ref-treccani-1-1[1] Nelle mwpqpiante sono considerati femminili l'mwpgoosfera, l'mwpwarchegonio, l'mwqaovulo e i mwqqcarpelli, sicché viene chiamato «femminile» anche il mwqgfiore che presenta unicamente tali caratteristiche.cite-ref-treccani-1-2[1]
Per analogia con la morfologia femminile, in ambito mwsameccanico si chiama mwsqfemmina qualunque connettore, come ad esempio una mwsgvite o una mwswpresa elettrica, dotato di appositi fori, attacchi o scanalature destinati a saldarsi con il complementare mwtamaschio.cite-ref-femmina-2-1[2]
Aspetti culturali
«L'eterno femminino ci attira verso l'alto.»
Storicamente il principio femminile non costituiva solo un connotato sessuale, ma anche un mwyqarchetipo con sue proprie qualità, che nel dinamismo mwygbipolare della mwywfilosofia cinese corrispondeva allo mwzaYin, caratterizzato da un movimento mwzqcentripeto ed implosivo, contrapposto allo mwzgYang maschile, viceversa mwzwcentrifugo ed espansivo.cite-ref-luciani-6-0[6] Anche in mwbaOccidente, del resto, per il filosofo mwbqScoto Eriugena la separazione dei sessi era stata originariamente un fatto mwbgcosmico,cite-ref-7[7] che si era riflessa nella scissione umana tra maschio e femmina in conseguenza del mwcwpeccato.cite-ref-8[8]
Le caratteristiche femminili, associate a mweqVenere, dea romana dell'mwegamore, tradizionalmente vengono attribuite a mwewgrazia, mwfabellezza e mwfqleggiadria,cite-ref-9[9] oltre che a mwggpassività, mwgwduttilità,cite-ref-bedini-10-0[10] resistenza ed mwiaintrospezione,cite-ref-luciani-6-1[6] al lato più mwjqoscuro, mwjgnotturno e mwjwlunare della realtà (tipicamente sinistro ma corrispondente all'mwkaemisfero destro del cervello),cite-ref-luciani-6-2[6] alla capacità ricettiva e accogliente propria di forme come la mwlqvulva, il mwlgcalice o l'mwlwampolla,cite-ref-bedini-10-1[10] al mwnasentimento, all'mwnqemotività,cite-ref-11[11] al principio mwogumido e mwowfertile.cite-ref-12[12]
Per mwqqAristotele la femmina concorre alla mwqgriproduzione in maniera complementare al mwqwmaschio, svolgendo un ruolo mwrapassivo con cui fornisce la mwrqpotenzialità che attende di essere tradotta in atto.cite-ref-13[13] Essa non offre soltanto il luogo di sviluppo del seme maschile, ma il suo mwsgmestruo costituisce anche la mwswcausa mwtamateriale del concepimento, di cui l'uomo è sprovvisto, ossia la componente corporea del nascituro.cite-ref-14[14] In seguito, la mwuqfilosofa medievale mwugIldegarda di Bingen descrive la mwuwsessualità femminile come più raffinata rispetto a quella maschile:
«Quando nel
maschio
si fa sentire l'impulso sessuale (
libido
), qualcosa comincia come a turbinare dentro di lui come un mulino, poiché i suoi fianchi sono come la fucina in cui il midollo invia il fuoco affinché venga trasmesso ai
genitali
del maschio facendolo bruciare […] Ma nella
donna
il
piacere
(
delectatio
) è paragonabile al Sole, che con dolcezza, lievemente e con continuità imbeve la terra del suo calore, affinché produca i frutti, perché se la bruciasse in continuazione nuocerebbe ai frutti più che favorirne la nascita. Così nella donna il piacere con dolcezza, lievemente ma con continuità, produce calore, affinché essa possa concepire e partorire, perché se bruciasse sempre per il piacere non sarebbe adatta a concepire e generare. Perciò, quando il piacere si manifesta nella donna, è più sottile che nell'uomo, perché il suo fuoco non arde in essa con la stessa forza che nell'uomo.»
(Ildegarda di Bingen, Liber causae et curae, a cura di Paul Kaiser, Lipsia, Teubner, 1903, pp. 69-76cite-ref-15[15])
Tra i mwwgquattro elementi della dottrina mwwwermetica ed mwxaalchemica, che ricercava nel mwxqmwxgrebis mwxwandrogino il ricongiungimento filosofico dei due sessi,cite-ref-16[16] sono considerati femminili l'mwzaacqua e la mwzqterra.cite-ref-17[17] La mw0gpassività della femmina, contrapposta alla qualità mw0wattiva del maschio,cite-ref-18[18] denota anche i mw2asegni di terra e mw2qd'acqua dell'mw2gastrologia occidentale,cite-ref-19[19] oltre ad essere attribuita alla mw3wLuna, al pianeta mw4aVenere, al mw4qmercurio, all'mw4guovo informe primordiale, alla mw4wMadre Terra (contrapposta al mw5aCielo paterno),cite-ref-20[20]cite-ref-tortolici-21-0[21] all'energia orizzontale contrapposta alla verticalità maschile.cite-ref-22[22]
Secondo il filosofo mw-qaustriaco mw-gSigmund Freud, il processo di costruzione dell'identità sessuale della mw-wfiglia femmina sarebbe speculare a quello del maschio, passando attraverso varie fasi psichiche di cui le principali sono il mwaqacomplesso di Edipo, che i seguaci freudiani cercarono di rinominare mwaqecomplesso di Elettra, e l'mwaqiinvidia del pene, corrispondente all'mwaqmangoscia maschile di castrazione, che la bambina vivrebbe al rovescio come una sorta di «mwaqqevirazione» già avvenuta.cite-ref-23[23]
Nella mwaqopsicologia analitica di mwaqsJung, nella femmina è presente una controparte maschile da lui denominata «mwaqwAnimus», un mwaq0archetipo dell'mwaq4inconscio collettivo, che la mwaq8donna dovrebbe cercare di integrare nel suo mwaraprocesso di individuazione verso la completezza di mwareSé. Mentre il contatto con l'Animus, da un lato, consente di sviluppare capacità di mwaripensiero e di discernimento legate al mwarmmwarqlogos, altrimenti represse, un suo eccesso negativo potrebbe dar luogo a spirito polemico, generalizzazioni stereotipate, testardaggine.cite-ref-24[24] Il complementare femminino nell'mwarkuomo è invece chiamato «Anima».cite-ref-tortolici-21-1[21]
Note
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